La Felicità

Per costruire una società Felice* occorre cambiare il paradigma dell'economia.
Oggi noi esseri umani ci siamo adattati a una logica economica malsana: siamo portati a pensare che per vivere occorre trovare un’attività lavorativa per ricavarne del denaro e cosi comprare beni; occorre iniziare a concepire l'economia in modo diverso, non considerando il denaro come fine ultimo, ma organizzando il lavoro per creare beni a sufficienza soddisfacendo i bisogni di tutti e solo dopo averli creati, scambiarci i beni prodotti con la moneta, ma con una moneta sovrana emessa dallo Stato e non con quella prestata a debito dalla BCE di natura privata.
Felicità significa poter essere padroni del proprio destino, vivere in serenità il proprio tempo e riscoprire che ognuno di noi possiede una ricchezza in sé che è la vita: una ricchezza non monetizzabile.
Il denaro deve avere il solo ruolo di strumento di scambio. Bisogna essere molto più semplici, ricordarsi a cosa serve la moneta e considerarla come un mezzo e non come il fine. Solo questa logica ci consentirà di vivere una vita Felice in armonia gli uni con gli altri.
* dal latino, felix: fertile, fecondo, ricco di messi e frutti.
L'inganno del denaro
La quasi totalità dei cittadini ancora oggi conferisce al denaro poteri quasi sovrannaturali, rimanendone incantati. Da secoli si crede che il denaro sia sinonimo di ricchezza, invece in questa credenza si nasconde la cristallizzazione di un errore: il denaro da strumento di scambio viene utilizzato diabolicamente, da chi lo conosce bene, come strumento di domino sui popoli della terra. Al denaro si attribuiscono poteri quasi miracolosi invece il miracolo dei soldi oggi si è trasformato in una maledizione che ha reso questo pianeta un paradiso per pochi e un inferno per molti, questo perché la moneta, frutto della fatica dei cittadini, non è conosciuta e non viene "gestita" dagli stessi, non viene gestita dallo Stato, ma dalle banche centrali nazionali (tutte private) e dai grandi gruppi finanziari.
La radice di ogni male sociale
Ormai è noto a tutti che i mali della nostra società hanno una radice comune: un illegale debito pubblico, generato dalle banche centrali nazionali con la complicità delle istituzioni.
Esso degenera l'economia di intere nazioni, producendo sofferenza per tutti i popoli della terra, perché i governi di tutto il mondo, rinunciando a stampare da sé le banconote, sono costretti a prenderle in prestito. Solo per pagare gli interessi gli interessi i governi devono necessariamente aumentare sempre più le tasse, ridurre i servizi, privatizzare, liberalizzare il mercato del lavoro, mettere all'asta i beni dello Stato, tutte forme che non fanno altro che manifestare il disprezzo per una ricchezza che si chiama "vita umana".




