La persecuzione dei cristiani

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In più di 50 nazioni nel mondo i cristiani vengono sistematicamente perseguitati a motivo della loro fede.
In molti paesi ai cristiani , oltre al culto, viene loro negato il lavoro, il diritto di voto ed è assolutamente proibito erigere chiese. In molti paesi se si viene scoperti a pregare in pubblico è previsto la reclusione e, in particolare in cinque nazioni, se si viene scoperti a leggere il Vangelo anche da soli, chiusi in casa, si rischia la pena di morte (Corea).
Il cristiano rappresenta un pericolo per il potere dominante poiché chi crede in Gesù, quindi in Dio, non riconoscerà altro potere. Per i cristiani l'uomo dipende dal creatore, e' sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano l'uso della libertà.
La cultura cristiana pone Dio al di sopra di ogni cosa e risulta inaccettabile per un cristiano che un essere umano possa avere potere di vita o di morte su ogni altro individuo cosi come accadeva nell'era pagana o, come oggi in paesi come la Corea e la Cina.
I popoli di cultura cristiana, a differenza dei maomettani, non tollerano ingiustizie e prevaricazioni. Il cristiano concepisce una struttura sociale di tipo orizzontale, dove tutti gli uomini sono uguali, per questo motivo nei paesi cattolici i governi sono di tipo rappresentativo. La fratellanza, la solidarietà, la misericordia, la famiglia sono tutti concetti che sono in netto contrasto con il potere centralizzato. Fare politica fondando i valori su principi cristiani in un regime totalitario è impensabile.

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