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La Radice di ogni male: la mancanza di Sovranità Monetaria

Due contadini che dalla terra producono i frutti devono essere liberi di scambiarseli. Essi devono poterlo fare "gratuitamente" con il baratto o con qualsiasi fattispecie giuridica: una atto scritto, una cambiale o un foglio di carta che si chiama banconota.
Non importa il modo, l'importante che i contadini o 100 milioni di persone siano liberi di potersi scambiare i beni prodotti da loro e quando essi stessi lo ritengono opportuno. Questa è la Sovranità Monetaria!

La radice di ogni male si cela nella moneta perché essa non è solo uno strumento utilizzato per lo scambio di merci ma essa stessa diventa merce. Una semplice, impercettibile, piccola ed apparente innocua differenza che devasta l'esistenza di tutti gli organismi viventi.

L'attuale economia, fondata sul denaro, sul profitto, sulla crescita economica è fondamentalmente sbagliata perchè in ogni nazione del mondo i governi non stampano la moneta necessaria per scambiare i beni e servizi prodotti dai cittadini, ma la chiedono in "prestito" alle banche centrali nazionali, tutte private, generando cosi un illegale debito pubblico che, legato ad un interesse percentuale, non può far altro che aumentare. Questa meccanismo di creazione della moneta si traduce nella più grande e disumana truffa per tutti i popoli della terra, perchè i cittadini, di conseguenza, si troveranno in questo modo indebitati solo per aver ricevuto della carta (oggi solo impulsi elettronici). Per questo motivo tutti gli Stati del mondo cosi come tutti gli enti (regioni, province, comuni, ospedali, etc.) sono indebitati. E' da questo debito che, come conseguenza, le tasse aumentano sempre più ed i servizi diminuiscono. La cosa peggiore è che da tutto ciò si genera un danno ambientale sempre crescente. Il profitto che trae la banca centrale di ogni nazione (privata) per l'emissione delle banconote, si chiama "signoraggio bancario".

Dal baratto alla Moneta Sovrana
Il baratto è la primordiale forma di scambio di beni e servizi, tra due soggetti. Esso è la forma di scambio più efficiente anche se presenta delle limitazioni. Nel diritto il baratto si fonda sull’istituto civilistico della permuta (cfr. artt. 1552 e segg. del codice civile) – Nozione - “ La permuta ・il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all'altro. E' importante considerare che, quando si baratta un bene con un altro, questa operazione non costa nulla; i beni semplicemente si scambiano!
Un altra soluzione per scambiarsi i beni è quella di redigere un contratto di compravendita sotto forma di scrittura privata. Anche in questo caso l'operazione non costa nulla, semplicemente, alla scadenza convenuta, gli autori del contratto effettuano lo scambio!

Immaginate di trovarvi in un mondo fatto da un solo villaggio di 100 famiglie in tutto. In questo villaggio ovviamente vi conoscete tutti e voi, insieme a queste persone, vi siete organizzati per produrre tutto ciò di cui avete bisogno, cibo, vestiti, scarpe, mattoni per costruire case etc. Insomma in questo villaggio a parte la moneta non manca proprio nulla per vivere.
Come fareste per scambiarvi i beni prodotti e pagare ad esempio le ore di lavoro di un bracciante o di una maestra? In una situazione simile una soluzione utile, per scambiare prodotti e servizi, potrebbe essere l'utilizzo, come promessa di pagamento, di semplici fogli di carta, cosi come delle cambiali.

               

La cambiale filigranata, stampata dall'IPZS (Istituto Poligrafico Zecca dello Stato) e quella in carta semplice

Quindi se non ci sono i soldi e due contadini, ad esempio, vogliono scambiare una cassa di prodotti della campagna estiva con una cassa di prodotti che maturano in inverno, possono fare una promessa di pagamento.
La stessa cosa se un bracciante presta delle ore di lavoro, può sempre ricevere una promessa di pagamento: ovvero i debitori scrivono semplicemente su un foglio di carta, che abbiamo chiamato cambiale, i propri dati, la cifra e, per autenticare il tutto, il contadino debitore appone la propria firma e cede il titolo al creditore. Il creditore, che è in possesso della cambiale, quando in inverno matureranno i prodotti, si recherà dal debitore gli porterà questo titolo di credito, a suo tempo firmato, e glielo cederà. Il contadino onorerà il debito con i prodotti della campagna promessi perché riconoscerà la propria firma. Alla fine di questa transazione, quella cambiale potrà essere anche strappata perché avrà perso il suo valore, tuttavia il nuovo proprietario potrebbe utilizzare questa cambiale ancora una volta.
Tramite questo semplice foglio di carta è stato possibile effettuare un “baratto differito” nel tempo. La cambiale non costa nulla, (ha un valore irrisorio, il valore della carta) ma quello che gli conferisce valore è la promessa di pagamento che fa il contadino.
Questo foglio di carta, quando  era in possesso del contadino creditore, poteva essere ceduto ad altre persone del villaggio (come nella realtà tramite la girata), per effettuare, a sua volta, un pagamento di un debito precedente. Questa pezzo di carta non ha né più né meno, che le stesse funzioni di una banconota, dove la cifra del debito è il "valore nominale" e, in una piccola comunità, come nel villaggio, può diventare “pagabile a vista al portatore”, ciò significa che il contadino creditore (che porta il biglietto) avrebbe potuto cederlo per acquistare ad esempio del pesce, ed il pescatore a sua volta, accettandola, l'avrebbe potuta cedere per pagare un debito a trattenerla per riscuotere il debito personalmente dal contadino originario. Pagabile a vista al portatore significa che questa cambiale poteva passare di mano in mano per effettuare pagamenti tra gli abitanti del villaggio per anni e anni fino a quando la carta non si sarebbe deteriorata.
Nella realtà la cambiale, veniva utilizzata negli anni passati, nella stessa maniera come descritto sopra, infatti il credito poteva essere trasferito mediante la girata ovvero, apponendo una firma sul retro della cambiale. 

A questo punto immaginate che tutti gli abitanti del villaggio, in mancanza assoluta di denaro, prendano l'abitudine di utilizzare questi biglietti di carta, queste cambiali, senza scadenza, come promessa di pagamento anche per piccolissime cifre. Alla fine ci si troverebbe in una situazione in cui l'ammontare delle cambiali in circolazione sarebbe sufficientemente elevato che gli abitanti di questo villaggio non avrebbero più la necessità di firmarne di nuove perché il circolante avrebbe raggiunto, appunto, una quantità ideale. Quando si giunge a questa condizione non si genera altro che una maggiore dinamicità degli scambi ma, cosa ancora più importante, tutti questi fogli di carta hanno sempre un costo irrisorio, sempre il costo della carta e dell'inchiostro e considerato che esse rappresentano il lavoro e lo spirito dell'uomo all'uomo devono appartenere. Questo è il motivo per cui la SOVRANITÀ MONETARIA deve essere una funzione costituzionale dello Stato. A. Tirone  


Il sistema appena descritto funziona in un sistema microeconomico ma presenta due problemi:

1.In una nazione, come quella italiana, che conta 60 milioni di abitanti non è possibile conoscersi tutti ed accettare in modo universale cambiali emesse da sconosciuti;
2.Bisogna tenere conto che potrebbero esserci dei soggetti sprovveduti (o furbi) che emettano più cambiali dei beni che loro stessi potrebbero produrre.
Per questi motivi occorre un "controllore" in rappresentanza dei cittadini.

 
Il Ministero del Tesoro
In fatto di Politica Monetaria il ministero del tesoro è quel "controllore” che dovrebbe fare in modo da calcolare la somma di tutti i beni prodotti dall'agricoltura, dalla pesca, allevamento, dall'artigianato e dal lavoro che potenzialmente potrebbero sostenere gli individui prestando la loro opera con le braccia, insomma il famoso PIL, per fare in modo da emettere l'equivalente di questi beni e servizi in biglietti, cioè banconote e fare in modo da tenere il rapporto “beni e servizi/moneta” sempre costante e sufficientemente adeguati, altrimenti un aumento di moneta determinerebbe una inflazione, una carenza invece determina difficoltà negli scambi e di conseguenza poco sviluppo economico (rarefazione monetaria). Quanto descritto fino ad ora, trova riscontro in questi biglietti di Stato che il governo italiano ha emesso per i cittadini:

 

Tutte queste monete sono state emesse con una semplice legge come la n.171 emanata il 31 marzo 1966 (GU n. 091 del 14/04/1966

MONETA DELLO STATO, ovvero la moneta che appartiene ai cittadini

I biglietti di cui sopra riportano, in riferimento alla trattazione di prima, la “firma” di tutti i cittadini italiani ovvero “REPUBBLICA ITALIANA , pertanto risulta riconoscibile e accettabile da tutti. La dicitura "Una Lira" o "500 Lire" rappresenta l'equivalente del valore prodotto dai cittadini in beni e servizi e si chiama “Valore nominale” della banconota; la numerazione tiene conto della quantità di biglietti emessi. Una cosa non poco irrilevante da notare sono le firme apposte sul biglietto e sono rispettivamente quella del Direttore Generale del Tesoro, del Cassiere Speciale ed il rappresentante della Corte dei Conti: tutti impiegati dello Stato. La stessa cosa vale per le monete metalliche (da notare, nelle vecchie lire, le immagini del timone e dell'aratro, simboli del lavoro dell'uomo).  Nelle attuali monete metalliche europee, è presente solo il simbolo RI della Repubblica Italiana.

 

inoltre dopo queste brevi e semplici valutazioni, ritengo si possa stabilire che: 

  • la moneta non è altro che un biglietto di carta quindi, di per sé, un oggetto che non ha alcun valore se non quello della stessa carta e inchiostro (valore intrinseco);
  • la monetarappresenta il valore di tutti i prodotti della terra e dell'opera dell'uomo;
  • il valore della moneta è legato quindi all'abbondanza o alla rarità di questi beni e servizi prodotti, ed è questo che fa la ricchezza del popolo. Se per un qualsiasi motivo, nel "villaggio" la terra non producesse più nulla, anche la moneta perderebbe il suo valore e non servirebbe più a nulla, viceversa se sparisse tutta la moneta la ricchezza rimarrebbe invariata ma, diventerebbe più difficoltoso lo scambio;
  • il valore della moneta viene indotto dal popolo che produce i beni ed i servizi con il loro lavoro per tale motivo, cosa più importante da tenere in considerazione, è che la moneta deve nascere di proprietà del popolo, perché rappresenta il loro lavoro, quindi la loro stessa vita.

Ma allora che differenza c'è tra le monete rappresentate prima e queste altre di seguito?

Perché lo stato conia le monete e non stampa le banconote cosi come ha fatto in passato (anche se in poche occasioni)?

Perchè il Governo introduce nella Nazione le banconote di Bankitalia s.p.a.?

  

A. Tirone

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